Il 2 luglio il più alto tribunale amministrativo della Repubblica italiana deciderà su alcune questioni fondamentali per la stessa credibilità della Repubblica Italiana
Per prima cosa dovrà decidere se il “popolo veneto” (riconosciuto con legge costituzionale n.340/1971), debba essere identificato con i “residenti della regione veneto” oppure con una “minoranza nazionale” aventi diritti specifici come i sud tirolesi.
Tuttavia, hanno chiesto di vedere riconosciuti i loro diritti di minoranza anche i Cimbri residenti in regione veneto che, loro riconosciuti “minoranza etnica” da una legge della regione veneto (materia dalla Costituzione lasciata alle regioni), e riconosciuti “minoranza linguistica” dalla legge della Stato.
La risposta è già ovvia ma ….. Leggi di cosa si tratta
Dichiarazione stampa sul ricorso e la censura
Il problema nasce dal fatto che queste “minoranze nazionali” (ossia popoli nello Stato di altra nazionalità) hanno chiesto alla regione veneto di vedere riconosciuti i diritti di cui parla la legge europea sulle “minoranze nazionali”,
la rappresentanza dei Cimbri nel 2008, la rappresentanza del “popolo veneto” nel 2009 (l’Autogoverno competente).
Quello che lamentano è la violazione della “Carta Europea sulle minoranze nazionali” ratificata dall’Italia con legge n.302/1997, quindi già violata fin da allora, ma che tuttavia dal 1 dicembre 2009 è diventata legge di rango sovra Costituzionale in quanto l’art.6 del Trattato di Lisbona l’ha “Comunitarizzata”, ossia prevale su di essa come norma della Unione Europea, al pari dei trattati fondativi.
Se il Consiglio di Stato (Italia) dovesse negare sia i diritti del Popolo Veneto che dei Cimbri, dimostrebbe di non rispettare i trattati, di violare i diritti umani, di non avere legge interna o Costituzione rispettati, insomma di non essere uno “stato di diritto”, e dimostrato questo è incompatibile l’appartenenza alla Unione Europa.
Ma resterebbe ancora la possibilità di far condannare l’Italia dal Tribunale dei diritti dell’uomo (Strasburgo) , e sarebbe un grande autogol per l’Italia per la questione che gli verrebbe posta. Quale questione ?
La validità stessa delle elezioni regionali del Veneto fin dal 1997, e dovrebbe concludere che “L’italia non è una democrazia” per non perdere completamente ogni credibilità di fronte a tutto il mondo, e con essa la faccia dell’Europa che si fregia continuamente di “rispettare i diritti umani”.
Se toccherà al Tribunale dei diritti umani di decidere sulla questione, allora si vedrà chiedere anche l’annullamento di tutte le elezioni dopo il 1997, anno di ratifica da parte dell’Italia delle legge sui diritti delle minoranze nazionali. E a Strasburgo esiste anche il diritto di risarcimento, l’Italia potrebbe vedersi condannata a restituire centinaia di miliardi di Euro ai cittadini del Popolo Veneto e ai Cimbri.
La questione Popolo Veneto e Cimbri che il Consiglio di Stato deve risolvere parte proprio dalla richiesta di annullare le ultime elezioni regionali del veneto (2010), che dovrebbero essere rifatte in quanto la lista che rappresenta il popolo Veneto, Venetie per l’Autogoverno, è stata esclusa, in violazione della legge sulle minoranze che afferma che la loro partecipazione “deve essere garantita”, indipendentemente dai requisiti imposti agli altri. Questa “prevalenza” del loro diritto non può, dice la stessa legge, essere considerata discriminatoria, in altre parole, dico io, i diritti della maggioranza non possono schiacciare quelli della minoranza.
Insomma i veneti e i cimbri dovevano avere dei seggi loro riservati in consiglio, oppure sbarramenti molto più bassi in virtù dei diritti delle minoranze nazionali e della loro numerosità.
Non solo, se il Consiglio di Stato negasse valore alle leggi, alla Costituzione, ai Trattati Europei e ai Trattati del Consiglio d’Europa, scatterebbe per gli stati esteri il diritto di intervento per violazione dei diritti umani, anche se la questione veneta potrebbe interessare forse solo i Russi, i Cinesi e gli Iraniani, legati da contratti economici.
In ogni caso è ancora sul tavolo della Regione Veneto la richiesta di Bilinguismo nelle scuole, negli uffici, nelle Televisioni, tutto a spese dello Stato come stabilito dalla L.n.302/1997. Agli stessi benefici potranno accedere anche i veneti della Regione Friuli-Venezia-Giulia, che sono il 60% della popolazione regionale.
Se sei veneto e non ne sapevi nulla, chiediti se è ancora il caso di stare a lamentarti o se invece è tempo di unirti all’Autogoverno del Popolo Veneto e al Partito Venetie per l’Autogoverno.