Venetie per l’autogoverno è il primo e unico movimento che ha chiesto il rispetto dei diritti del popolo veneto in termini di “minoranza nazionale”. Esiste una legge, la n.302/1997 che nessun movimento veneto ha mai invocato, e che riconosce alle minoranze nazionali questi diritti:
- diritto al bilinguismo (della lingua veneta !) in tutti i pubblici uffici
- riserva dei posti pubblici (da cui i veneti invece vengono sistematicamente estromessi per la preferenza data ai cittadini di regioni meridionali)
- diritto alle scuole bilingue e insegnamento della lingua veneta nelle scuole di lingua italiana- cartellonistica stradale bilingue (veneto e italiano)
- diritto a canali televisivi in lingua veneta, radio e giornali in lingua veneta
- diritti elettorali speciali che garantiscano la partecipazione dei rappresentanti dei veneti nelle istituzioni.
La cosa incredibile è che la legge è del 1997, e nessun partito l’ha mai invocata, e perfino alcuni movimenti culturali hanno chiesto la tutela della lingua veneta quando era già dovuto per questa legge del Consiglio d’Europa.
Venetie ha iniziato nel 2010 una battaglia per il rispetto di questa legge chiedendo il rispetto della legge prima delle elezioni regionale, e poi l’annullamento delle elezioni regionali del Veneto , effettuate in violazione di questa legge internazionale con la totale censura nei media. Questa legge con il Trattato di Lisbona è diventata superiore alla Costituzione italiana e non puo’ essere violata se non violando i diritti umani dei veneti: razzismo e discriminazione.
Quattro candidati di Venetie hanno presentato a ben 8 corti diverse un ricorso volto ad ottenere il rispetto della legge vigente, perché il popolo veneto è riconosciuto sia dallo Stato che dalla Regione veneto. Di fronte alle oltre 150 pagine di motivazioni giuridiche che evidenziavano i diritti dei veneti, e rispondendo alle corti e alle loro false interpretazioni che li parificavano agli italiani ed ai residenti del Veneto (i Veneti sono invece anche in Friuli VENEZIA Giulia, da sempre e legalmente) le corti non hanno potuto fare altro che negare la risposta sui precisi punti che obbligano le Istituzioni al rispetto del Bilinguismo e di quanto previsto dalla legge.
Le Corti hanno dapprima affermato che il popolo veneto altro non è che l’insieme dei residenti nella regione veneto, e per questo NON HANNO DIRITTO AD ALCUNA AUTONOMIA (figurarsi un referendum per l’indipendenza!) .
Ma tutto questo è stato fatto negando i fondamenti e il fatto che la Regione Veneto e lo Stato hanno con legge riconosciuto il popolo veneto e il suo diritto di autogoverno nei termini ben diversi di popolo sovrano.
Violando il principio di non discriminazione di fronte alle leggi (che si applicano solo agli amici) semplicemente hanno evitato di rispondere, in violazione al diritto di ricorso e di legalità dei veneti , e Venetie, il partito dei veneti, non ha ottenuto alcuna risposta sul loro riconoscimento, una forma di “assimilazione forzata”
La Corte di Cassazione, negando il valore delle Leggi internazionali in contrasto con la Costituzione e una sua stessa sentenza precedente, ha semplicemente dichiarato inammissibile il ricorso.
Venetie sta ora lavorando a livello di Unione Europea e altri organismi internazionali per far valere questi diritti: per la prima volta i veneti sanno fare sistema e difendono i loro diritti concretamente, senza bisogno di una promessa elettorale di scambio.
Se anche tu vuoi che la legge venga applicata subito, presenta con noi il ricorso per discriminazione etnica da parte dello Stato Italiano.

Venetie per l’Autogoverno aderisce 